Siamo tutte inguaribili Yellow Girls.
mamme e svezzamento
BenessereMamme in giallo

Mamme in giallo: tra svezzamento, ansie e nuove pappe!

Il periodo dello svezzamento è sempre delicato pieno di dubbi, ed a volte un po’ conflittuale, cerchiamo di fare chiarezza aggiungendo qualche consiglio… in giallo!

Prima di tutto, prima di citare indicazioni OMS o dei più illustri pediatri sullo svezzamento, vi voglio ricordare, perché le mamme ogni tanto se lo scordano, che ogni bambino è a sé e quindi ogni situazione è a sé, e non esiste al mondo nessuno in grado di capire un bambino meglio della sua mamma!

Fatta questa breve, ma pur sempre importantissima, premessa cominciamo.
Allora, invece di focalizzare la vostra attenzione sulle tempistiche, citando ciò che si dice nel mondo, vorrei farvi porre l’attenzione sul vostro bambino.

Sì, proprio su di lui che è il diretto protagonista di questo complesso e delicato percorso che state per cominciare: lo svezzamento.

Iniziare lo svezzamento non significa assolutamente smettere di allattare. Le mamme devono e possono allattare fin quando ne hanno modo-tempo-voglia, questo è l’unico criterio da seguire. Semplicemente state introducendo nuovi alimenti che servono a stimolare la ”curiosità alimentare” del vostro bambino.

Che cos’è la curiosità alimentare?! È quello stimolo, quella forma di curiosità, che ci spinge più o meno volentieri verso cibi nuovi e sapori sconosciuti. Ecco, permettergli di svilupparla è fondamentale per il suo futuro gusto, perché di questo si tratta: di allenare il gusto.
Lo svezzamento va iniziato con dolcezza, in modo lento e graduale senza forzare in nessun modo il neonato. Ed il primo, evidente, segnale per poter iniziare a proporgli altri sapori è proprio la sua curiosità.

Vi guarda intensamente quando mangiate qualcosa davanti a lui? Allunga la manina verso il vostro bicchiere? O comunque dimostra interesse per ciò che fate durante il pranzo o per ciò che portate alla bocca?! Perfetto, allora è giunto il momento di iniziare. Che abbia 4,5 o 6 mesi (o di più) non importa, la cosa davvero davvero importante è che lo vediate curioso ed interessato a questa nuova scoperta chiama ”cibo”!

Ovviamente fatevi sempre seguire da un pediatra, tuttavia non rimanete mai troppo fiscali rispetto a ciò che vi dice. Tutti i medici, e quindi anche i pediatri, tendono a seguire i protocolli dell’OMS, che vanno bene come linea generale ma non devono diventare legge. Vi faccio un esempio, parliamo dei cosiddetti cibi ”allergizzanti”, ecco i pediatri solitamente suggeriscono di darli intorno all’anno o anche dopo, il problema è che proprio nel primo anno di vita è importante stimolare il gusto del bambino.

La soluzione?! Proporgli tutto, con delicatezza e un po’ alla volta.

Chiaramente questo nei casi in cui non sono presenti casi di allergie alimentari in famiglia, in caso contrario dovrete porre maggiore attenzione alla tipologia di alimento che nella vostra famiglia crea maggiori ”problemi”! Io per il mio bambino ho fatto così, ed ora a 13 mesi mangia davvero tutto ciò che gli propongo, frutta e verdura in primis!

Solitamente, ed io vi consiglio di far così, lo svezzamento si inizia con la frutta (mela o pera) grattugiata. Scegliete un orario in cui dargliela (io ho scelto a mezzogiorno) e mantenetevi constante. Inizialmente il nuovo alimento andrà solo a sostituire metà della poppata, quindi dopo la frutta sarà necessario il latte, ma poi piano piano la sostituirà tutta. Proponetegli qualche cucchiaino, vedete come reagisce. Il trucco sta nell’aumentare la quantità ogni 2 giorni circa.

Fatto questo piccolo passaggio iniziale con mela, pera e banana, vi consiglio di preparargli qualche pappa dolce piuttosto che passare al salato (che poi salato non è,dato che nelle pappe dei bimbi il sale non ci va!). Quindi, potete fare un ”brodo di frutta” con mela e pera, a cui si andrebbe ad aggiungere della farina di cereale (mais, tapioca, avena, riso…). Sempre poca per volta, sempre rispettando l’appetito del neonato e soprattutto la sua voglia di approcciarsi a nuovi alimenti.

Evitiamo assolutamente lunghi pianti, capricci e rifiuti, che sono soltanto controproducenti. Potete anche aggiungere un cucchiaino di yogurt alla pappa, per renderla più proteica. Mentre mangia fategli tenere in mano un cucchiaino, lo farà sentire più partecipe a questa nuova attività!

Dopo il pasto perché non proporgli un pezzetto di pane o un biscotto, ogni tanto, da tenere in mano e da smangiucchiare?! Sono tutte piccole novità che lo stimoleranno ad entrare sempre più in contatto con queste novità che sono i cibi. Altra cosa utilissima è quella di tenerlo sempre vicino quando si pranza o cena. Anche se gioca seduto sul suo seggiolone è comunque importante che vi veda mangiare e si senta partecipe di questo momento che prima non lo riguardava.

Ricordate, inoltre, che l’alimentazione futura del vostro bambino sarà lo specchio della vostra (miei cari mamme e papà!) perché loro impareranno da voi cosa è buono e cosa non lo è, e i ritmi con cui si mangia. Quindi se voi non avete un’alimentazione equilibrata e varia, o non mangiate molta frutta o verdura ma optate per carne e latticini non potrete certo pretendete che vostro figlio faccia diversamente! Quindi, si mangia insieme, ma si mangia tutto!

Mi raccomando, è importante che da quando gli avete proposto il primo cucchiano di frutta a quando pensate di passare alle pappe ”salate” passi del tempo (anche dei mesi, non c’è problema!) perchè così avrete il tempo, sia le mamme che i bimbi, di abituarvi a questa situazione che da una parte implica lo smettere di allattare per certe ore e dall’altra scoprire tanti gusti e sapori. Non mettetevi fretta, anche se i nonni, il pediatra, il papà dicono il contrario… Fate le cose con i vostri tempi, non con quelli degli altri!

Una volta passate alle pappe ”salate”, li avrete da sbizzarrirvi… Carne, pesce, legumi, verdura, formaggi e uova. Fategli assaggiare tutto in misura a quanto il vostro bambino è curioso!

Partite dalle verdure, sostituendo al brodo di frutta un brodo di verdure a base di carota e zucchina (o carota e patata), per poi aggiungere qualcosa di nuovo ogni 2-3 giorni. Con il tempo, se vedete che non ci sono problemi di digestione o ingerimento, aggiungete anche i legumi (lenticchie rosse decorticate), la carne (pollo o coniglio), il pesce (sogliola) e qualche verdura lessa passata (quindi con poche fibre!).

In questo vi sarà molto prezioso il pediatra. Ma ricordate sempre una cosa, l’unico modo perché impari a mangiare è lasciarlo libero di scoprire, quindi poche ansie e permettetegli di assaggiare tutto ciò che cattura la sua curiosità (anche se allergizzante!). Avrete un bambino felice,e che mangia tutto… un gran risultato!

Avete ancora qualche dubbio? Delle domande? Aspettate il prossimo articolo o lasciate un commento!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *