Siamo tutte inguaribili Yellow Girls.
Mamme in giallo

Mamma ricordati che puoi arrabbiarti se dalla vita ti aspettavi di più!

C’è una cosa che nessuno ti dice mai quando stai diventando mamma, ed oggi voglio dirvela io: a volte puoi essere arrabbiata con te stessa. Puoi essere arrabbiata se senti che ti manca qualcosa e questo non fa di te una cattiva mamma.

Viviamo in una società in cui devi baciar la terra perché sei diventata mamma, ma nessuno ti fa sentire in diritto di essere arrabbiata per tutto ciò a cui hai rinunciato. C’è un momento della giornata che detesto: quando al mattino mio marito accompagna nostro figlio a scuola, poi mi saluta per andare a lavoro… chiudo il portone e mi ritrovo nel silenzio di casa nostra. In quel momento il vuoto è immenso, il silenzio della casa diventa assordante…

Ogni mattina, in un attimo, mi ritrovo a scontrarmi con quello che ho perso della mia vita: il mio lavoro, le mie abitudini, i miei obiettivi, il mio orgoglio. Quella carica che avevo ogni mattina, la voglia di vestirmi e truccarmi e sentirmi bella per andare a lavorare, per vivere le mie giornate da “donna in carriera”, quel sorriso che anche nei momenti di stanchezza non se ne andava mai, quella grinta, la forza di una leonessa che sentivo nelle mie vene e che ora non sento più.

Ora convivo con la costante sensazione di essere “solo” una mamma.

Per quanto io sia consapevole della fortuna che ho di poter crescere e vivere mio figlio in ogni istante, allo stesso tempo sono consapevole di aver perso troppo di me. Essere mamma è la più bella ed appagante avventura della vita, amo mio figlio più di ogni altra cosa al mondo, ma questo paese che ci esclude dal mondo lavorativo nel momento stesso in cui decidiamo di seguire il nostro istinto materno, la nostra natura, è totalmente ingiusto.

Ci toglie una parte di noi che per anni abbiamo costruito, ci toglie tutte le aspettative, ci toglie la nostra vera forza. Ogni mattina mi sveglio già stanca, spenta, demotivata, so che non avrò altro che panni da lavare, stendini da ritirare, faccende domestiche.

In quelle ore lontane da mio figlio non ho altre aspettative, ma non posso rassegnarmi al fatto che la mia vita sia tutta qui. Ho passato gli anni più belli della mia vita in giro per il mondo, a lavorare in ogni città in cui avessi occasione di farlo, per migliorare la mia conoscenza delle lingue, per poter un giorno lavorare a contatto con le persone di qualunque parte del mondo, per interagire con diverse culture, per poi scoprire che l’unica voce che sento ogni mattina è solo la mia se mi vien voglia quanto meno di mettermi a cantare sotto la doccia.

Ogni giorno la voglia di scappar da questo paese che non ci tutela, diventa sempre più forte, perché, comunque, mi tengo una piccola speranza che in qualche parte del mondo la realtà sia differente, e questa è l’unica cosa che nessuno potrà togliermi, la speranza che le cose prima o poi saranno diverse per me, per noi.

Per cui mamme, ricordate che potete essere arrabbiate ed essere allo stesso tempo delle splendide mamme!

This article has 2 comments

  1. Giordana

    Cara Roberta, mi sono imbattuta per caso nel tuo articolo e l’ho trovato molto interessante, ma anche molto triste. Ti parlo da figlia, non ancora da mamma, ma conosco bene la tua situazione. Mia madre non ha mai voluto rinunciare a se stessa per la famiglia o per la casa e, le poche volte che limita il tempo che dedica a sé, si vede che non sta bene e le manca qualcosa. Ovviamente so che con un bambino piccolo ti sarebbe difficile “scappare” dalla quotidianità ma penso che ognuno di noi abbia sempre delle occasioni per movimentarsi la vita, anche senza rendersene conto. Per esempio, la mattina, dopo aver salutato tuo figlio e tuo marito, dopo aver cantato sotto la doccia, perché non posticipi le pulizie di casa e vai a fare una bella passeggiata? Oppure ritrovi alcune delle tue passioni e ti dedichi a queste, di qualsiasi cosa si tratti. Ho letto nell’altro articolo che hai ritrovato la passione per il burlesque ma sono sicura che ne hai anche altre. So che nel quotidiano puoi sentirti sprecata… io ho studiato lingue e anche a me non capita mai di metterle in pratica ma sono sicura che se continuerai a viaggiare non perderai l’occasione. Tralaltro, perché abbandonare il lavoro? C’era davvero il bisogno che tu fossi una mamma full-time? Credo sia stato soprattutto questo a toglierti molto. Allora perché non provi a rimetterti in gioco? Anche un lavoro poco impegnativo ha i suoi vantaggi su una persona. Sfrutta le tue conoscenze e le tue doti, ognuna di noi ne ha moltissime, sta a te ritrovare la forza per giocare le tue carte. Non so di preciso la tua età ma so che hai ancora molto da vedere, da scoprire e da vivere. Ho percepito questo articolo come un urlo di aiuto, ed è per questo che ti scrivo. Tra donne ci dobbiamo fare forza a vicenda!

    • Roberta Nerone

      Ciao Giordana, innanzitutto ti ringrazio perché il fatto che ti sia imbattuta per caso nel mio articolo mi riempie di gioia! Devo darti ragione per il fatto che da quando sono mamma non sono più capace di “movimentare” la mia vita….mi rendo conto che devo reinventarmi e ancora non ho trovato la strada giusta, in parte perché vivo in una nuova città dove mi sento un po un pesce fuor d’acqua.
      Non riesco a creare dei rapporti con qualcuno, anche fossero limitati ad un caffè, e sono praticamente tutti i giorni sola…
      mi sono ritrovata a dover convivere con me stessa, ed ho scoperto che non so proprio farlo.
      Nella mia vita ho avuto delle grandi Amiche che sono sempre state parte delle mie giornate, e quando ero distante da loro per la vita che mi portava in giro per il mondo ero comunque sempre presissima dalle mille avventure che ogni giorno mi travolgevano.
      Per quanto riguarda il lavoro, non è stata una mia scelta, e da qui è nato proprio il mio sfogo …la rabbia verso questo paese che mi ha tagliata fuori, la rabbia verso le persone che quando vai a far un colloquio di lavoro per prima cosa ti chiedono ” hai figli o pensi di volerne in futuro?” Ecco questa è la realtà che mi ha spiazzata più di ogni altro cambiamento nella mia vita da quando sono mamma, questa è la realtà che non riesco in nessun modo ad accettare…. questo è il mio urlo di aiuto.

      Ti ringrazio nuovamente per la tua risposta e l’apprezzatissima soliderietà femminile, che mi arriva come fosse un abbraccio in una giornata no.

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