Siamo tutte inguaribili Yellow Girls.
madri lasciate sole
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Madri lasciate sole in società che giudicano.

Nella nostra super società le madri che fine fanno?!

Ormai viviamo in un’epoca in cui la velocità e l’estrema produttività sono gli imperativi, dove la calma di un tempo è stata sostituita da routine sempre più frenetiche che lasciano a malapena la possibilità di respirare. Dove ci sono madri lasciate sole.

Non si ha più tempo per l’altro, non si ha più tempo nemmeno per sé stessi.

In questa nuova condizione che si trova a vivere la nostra società le più svantaggiate rimangono le madri. Finiscono con il ricoprire sempre più figure, aumentando la mole di impegni e lavoro da svolgere con sempre minor tempi di riposo.

Ci si aspetta che una madre si occupi dei figli, della casa, delle compere e delle commissioni fuori casa, dei pasti per tutta la famiglia e che inoltre abbia tempo per ascoltare le gioie e le problematiche di ogni membro della famiglia. In più, lavora, perchè al giorno d’oggi quasi nessuna madre si dedica esclusivamente ai figli ma per le più svariate motivazioni opta per il tandem figli-lavoro.

Insomma, finisce con il ricoprire un soggetto iper produttivo apparentemente infallibile. Apparentemente, per l’appunto. Il problema è che non ce ne si rende conto finché sul giornale non compare un macabro articolo di cronaca che recita qualcosa tipo: ”Bambina di 18 mesi dimenticata in auto dalla madre. Muore per colpo di calore”.

E da lì scattano giudizi e polemiche, si ergono i giudici a lapidare la donna di turno. La madre, perchè c’è da ricordarlo, quelle donne verso cui scagliate i vostri giudizi sono madri distrutte dal dolore di una perdita così grossa e che moriranno per i sensi di colpa ancor prima di finire in un’aula di tribunale.

”Ma come si fa a dimenticarsi di un figlio!”, direte voi intenti a leggere l’ennesimo articolo di morte.

Ebbene sì può, e non succede a genitori ”degeneri” o che maltrattano i figli. Succedono ai genitori amorevoli, a quelle madri che passano le notti insonni dietro i loro figli che stanno male, a quelle coppie che si affaccendano perchè tutto vada nel migliore dei modi. Queste sono le persone a cui succedono queste cose, madri e genitori come voi e me. Come tutti.

E cosa fa scattare in questi genitori così amorevoli la ”dimenticanza” del figlio? I fattori sono molteplici. Diversi studi hanno evidenziato un forte aumento di questo fenomeno negli ultimi vent’anni, in seguito all’introduzione dell’airbag sul passeggero a lato del conducente e la conseguenziale disposizione del seggiolino sui sedili posteriori, non più così visibili dai genitori. A questo va aggiunto il forte stress e la stanchezza dati dai ritmi insostenibili, da eventuali cambi di routine e dalla quasi totale assenza di reti sociali attorno ai genitori, sopratutto alle mamme.

Sembrerà assurdo che basti così poco per dimenticarsi del proprio bambino, ma in realtà gli altissimi livelli di stress che si accumulano con gli attuali tenori di vita e l’assenza di sonno tipica della genitorialità, in particolare delle madri che magari allattano o seguono i malanni notturni dei figli, creano una diminuzione tale di concentrazione ed attenzione a quello che si fa’ che subentra un automatismo della routine al posto delle scelte della vita quotidiana.

Ed ecco che una madre, o un padre, non abituata a portare il figlio al nido, preoccupata per qualsivoglia questione e stanca, dimentica di portarlo all’asilo ma convinta di averlo fatto si reca al lavoro dimenticando il bambino in auto. E, purtroppo, accorgendosi del tragico errore sempre troppo tardi. Questo fenomeno è talmente diffuso in Italia, e nel mondo, da esser state create delle app che ricordano del bambino in auto, e nei maggiori centri d’aggregazione vengono distribuiti opuscoli informativi su come evitare questo tipo di dimenticanze e su come intervenire in caso di ipertermia (colpo di calore ndyg).

Ovviamente queste non sono reali soluzioni, ma solo pezze che vanno a tamponare situazioni sempre più disastrose in una società che abbandona a se stessi. Ciò di cui realmente ci sarebbe bisogno sarebbe un aiuto concreto a questo super-mamme che fanno tutto. La creazioni di nuove reti sociali attorno a questi genitori, in modo da aiutarli a gestire meglio le molteplici richieste della società. Aiuti concreti alla genitorialità che possano prevenire livelli di stress e stanchezza tali da portare a simili, tragici, eventi. Perchè quei bambini non sono stati uccisi dal calore, o dalle madri che li hanno abbandonati. No, sono stati uccisi dalla società, che non ha saputo ascoltare il grido di aiuto di molte, moltissime, mamme.

Quindi, miei care yellow girls, la prossima volta che una simile notizie arriverà alle vostre orecchie non puntate il dito contro il genitore di turno, piuttosto chiedetevi cosa avete fatto per evitare quella morte, per aiutare quella mamma che alla fin fine aveva bisogno solo di un’ora di sonno, per riprendersi un po’.

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