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TV in giallo: le donne di Gomorra

A pochi giorni dal termine della seconda stagione, eccoci qua, ancora a parlarne. Che piaccia o no, Gomorra è diventato (con la prima serie) e si è consacrato (con la seconda) un vero e proprio fenomeno culturale.

Gomorra non è solo un prodotto televisivo qualitativamente alto, con un cast di professionisti bravissimi, è un tormentone nazionale che non cessa a diminuire. Non stiamo qui ad elogiare la serie, di cui siamo anche noi fan accanite, né vogliamo entrare nel merito dell’argomento trattato. Siamo yellow girls e vogliamo parlare di quello che ci sta più a cuore: le donne. Abbiamo letto fin troppe recensioni pessimiste che mettono in guardia dall’esaltazione della camorra e di comportamenti criminali.

Torniamo sulla terra ferma al volo. Gomorra è una fiction televisiva, una serie TV che mette in scena una realtà dura, cruda e violenta. Mostra episodi brutali e umanamente riprovevoli, che si vedono, purtroppo, quotidianamente, in tutti i quartieri, non solo quelli partenopei. Siamo immersi in un contesto di criminalità e microcriminalità, non dobbiamo andare a Scampia per comprenderlo, e non dobbiamo risiede là per cercare di migliorare le cose.

Questo grande preambolo era d’obbligo, perché troppo spesso film e serie TV sono additati come diretti colpevoli di quanto accade lontano dagli schermi. La finzione cinematografica non è di certo responsabile per i comportamenti (sbagliati) degli spettatori. La camorra, come la mafia in tanti film, non viene di certo esaltata se viene portata in scena, gli assassini non sono eletti uomini dell’anno anche se vengono impersonati da attori maestosi. Di mafia, camorra, ndrangheta, come di violenza domestica, di corruzione, di abusi, si deve parlare, si deve continuare a scrivere, si deve leggere e si deve continuare a demonizzarli e combatterli.

Chi sono le donne di Gomorra

Ma adesso, dopo il nostro papiro in giallo, andiamo al focus del nostro blogpost. In Gomorra viene narrata una realtà periferica con personaggi complessi, discutibili ma che riescono ad arrivare al pubblico. Non stiamo parlando unicamente di maschietti. Per quanto sia una società tendente al maschilismo, e nonostante il successo di Genny e Ciro, le donne, in Gomorra, ci sono, parlano, si vedono e comandano. Hanno più attributi di tanti uomini là fuori e, sotto la grande corazza, sono donne passionali, forti e sempre madri.

Donna Imma Savastano

Immacolata Savastano è, probabilmente, il personaggio che più è mancato in questa nuova stagione. Un vero e proprio simbolo dell’intera serie TV, con tanto di fan club e citazioni. Donna Imma è stata uno dei punti forti di Gomorra ma, come accade sempre, non possiamo affezionarci troppo a nessuno che poi viene ucciso. Ogni riferimento alla fine di Don Pietro non è puramente casuale, perché il male colpisce tutti, nessuno escluso. Personaggio femminile più rappresentativo della prima serie, Donna Imma è arrivata al pubblico perché ritraeva una donna completa, moglie fedele e presente, madre attenta e legata alla propria famiglia, capo del clan forte e combattiva quando la situazione lo richiedeva. La matriarca dei Savastano incarna l’essenza femminile per eccellenza, che riesce ad agire su vari fronti, senza perdere la propria natura.

Cosa non dobbiamo dimenticare? “A guerra nun ‘a vince chi è chiù fort’, ‘a vince chi è chiù brav’ a aspetta’ e chest’ nisciuno lo sap’ fa megl’ di noi femmine!”. 

Donna Scianel

Annalisa Magliocca, per tutti noi meglio conosciuta come Scianel, è una delle protagoniste femminili della seconda serie di Gomorra. Per riempire il vuoto lasciato da Donna Imma, non bastava una nuova guerriera, ne sono arrivate due. Una di queste è Scianel, donna forte, che si ritrova a comandare dopo la morte del fratello. Matriarca del suo clan, è una vera iena, come ama definirsi lei stessa, che per la propria famiglia, soprattutto per il figlio Lelluccio, è disposta a tutto. In un mondo violento e spietato, lei sa apparire come fredda e spietata, una fortezza impenetrabile, che poi torna umana quando la sere le luci si spengono e rimane da sola in camera. Un personaggio che non teme di manifestare la propria umanità in momenti come quello in bagno, anzi, in merito alla famosa e chiacchieratissima scena di autoerotismo, per favore cari maschietti basta con battute e prese in giro. Una donna solo perché sola deve smettere di regalarsi qualche piccola gioia in un mondo caratterizzato da “mai na gioia”? Tornerà nella prossima stagione? Lo sapremo solo guardandola!

Il mantra di Donna Scianel:  “‘Na pantera è bella assai ma nun conta nu cazz’, invece miezz’ ‘e iene a cummannà song ‘e femmene”.

Patrizia

Patrizia è una ragazza apparentemente tranquilla, nipote di Malamore, che lavora come commessa in un negozio. Con l’evasione di Don Pietro, deve rispettare i voleri dello zio e diventare gli occhi e le orecchie del boss e da lì la sua vita cambierà definitivamente. Possiamo credere che lei stessa cambi, oppure possiamo vedere in lei l’evoluzione verso la persona che teneva nascosta. Una giovane donna in bilico tra il dovere e quello che anela dentro, tra bene e male, tra potere e cosa giusta, che alla fine decide di liberarsi da ogni costrizione e lasciarsi andare. Il rapporto che instaura con Don Pietro non è certo idilliaco, fatto di scontri iniziali e tante parole non dette. Un’attrazione cresciuta col tempo, come la fiducia che lui ha maturato verso questa donna, che si è dimostrata fedele e protettiva, e si è fatta strada in un cuore dilaniato dal dolore per la perdita dell’amore di una vita. Patrizia con la sua pazienza, tipico animo da crocerossina che affligge ogni donna, con la sua presenza e la sua fedeltà è arrivata là dove tante altre avevano fallito. Una felicità effimera, e non vediamo l’ora di sapere come reagirà nella terza stagione!

La sua frase da ricordare? “A controfigura ‘e nu fantasma nun ‘a saccio fa”!

 

Yellow Girls è molto più di un blog di notizie e di articoli, è una community, è un’identità, è un stile di vita.

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