Siamo tutte inguaribili Yellow Girls.
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Be YellowTempo libero

Se siamo cresciute a pane e Disney, abbiamo una marcia in più!

Lo so che la maggior parte di noi pensa di essere stata “traumatizzata” dalla Disney…, ma secondo gli studiosi forse ora, da grandicelle, possiamo dire “Grazie Walt”.

Forse siamo arrabbiate con questo stereotipo della “Principessa da salvare” o del “Principe azzurro”, che invece abbiamo scoperto un uomo a tutti gli effetti (compresi episodi di scaccolamenti in pubblico, puzze e puzzette, ruttini e chi più ne ha più ne metta…).

Call me Princess, or nothing!

Tuttavia, oggi dobbiamo fare i conti con una nuova realtà drammatica che si sta presentando alle giovani donne: il mito de “La Principessa Insalvabile” colei che si deve salvare da sola.

Questa è una bellissima verità, ma da approfondire. Infatti, se vista con superficialità questa frase potrebbe diventare pericolosa.

Secondo gli studiosi, questa nuova convinzione che si sta annidando nella mentalità delle donne, rischia di essere per loro un’arma a doppio taglio. Se da una parte le sprona a raggiungere l’indipendenza, dall’altra uccide la fiducia che – normalmente – la donna dovrebbe riporre nell’uomo.

E parliamo, in termini di psicanalisi, della stessa fiducia che ella ha risposto nel padre quando era bambina. Ove questo non fosse accaduto (delusione/rifiuto/abbandono) è possibile che “da grande” la bimba si trovi intrappolata nel modello del “La Principessa Insalvabile”.

Ma qual è il lato oscuro di questo modello? Il fatto che ella non sia in grado di fidarsi dell’Uomo. In tal senso, non è in grado di provare e ricevere amore.

Così si chiude in un limbo di solitudine, dove in realtà è lei stessa ad isolarsi.

Gli esperti sostengono, infatti, che le favole, notoriamente quelle popolari: La Bella Addormentata nel Bosco, Biancaneve, Cenerentola, La Bella e la Bestia e via così, aiutino a stimolare l’immaginazione ed offrano esempi e soluzioni per superare delusioni narcisistiche, dilemmi edipici, rivalità fraterne e familiari.  Perciò sono imprescindibili nel periodo della crescita,  ecco perché se siamo cresciute a pane e Disney, abbiamo una marcia in più.

C’è ancora speranza per noi “Yellow’s Waltdisniane”. Perché da qualche parte, dentro di noi, vi sono questi antichi insegnamenti, che andremo ad elencare.

Nella favola Cenerentola la morale è: “Lavora bene, anche se le sorellastre e la matrigna ti remano contro e sarai ricompensato”. È importantissimo per un bambino acquisire questa consapevolezza. Gli darà forza e coraggio per affrontare la vita. Nella favola di La Bella Addormentata nel Bosco, invece, il messaggio è un invito all’introspezione, alla calma, al ripiegamento su di sé, necessario prima di una trasformazione o presa di coscienza. Quindi il bambino comprenderà che è normale un periodo di apatia o di tranquillità prima di un grande cambiamento. In tal senso, non proverà angoscia quando da adolescente o in età adulta si troverà di fronte a questa situazione. Avrà immagazzinato questa “regola” per la quale non bisogna preoccuparsi durante un’apparente passività, poiché le cose continuano ad evolvere anche nel silenzio.

Nella favola della Bella e la Bestia vi è un messaggio ancora diverso. Il vero protagonista è l’Amore, prima quello edipico, tra padre e figlia, e poi quello sublimato tra la Bella e la Bestia.

Ciò a rappresentare che la donna ha la possibilità, grazie al coraggio e alla perseveranza, di salvare la Bestia; come anche la Bestia ha la possibilità di curare il vuoto interiore della Bella per la perdita dell’amore paterno. Anche qui, una lettura superficiale della fiaba rischia di indurci in errore: noi non abbiamo bisogno di essere “salvati” dal partner, tuttavia, l’amore è anche uno scambio e un aiuto, è “unione sodale”. Un amore che si trasforma e che si sublima, purificando la Bestia dal suo maleficio e liberando la Bella da una vita provinciale e monotona.

Ecco perché, seppur inconsciamente, possiamo oggi ringraziare i Fratelli Grimm, Hans Christian Andersen, Carlo Collodi, Esopo, Fedro, Charles Perrault, Goethe, Lewis Carroll, Jonathan Swift, Walt Disney…

Le favole ci hanno dato delle chiavi che si trovano da qualche parte nel nostro inconscio. Chiavi che ci possono aiutare ad avere una vita più serena e più “giusta”.

E per le amiche principesse insalvabili, la verità è sempre nel mezzo: è meraviglioso imparare ad essere autosufficienti, ma è altrettanto meraviglioso trovare il coraggio di chiedere aiuto e di godere nel riceverlo, anche questo è Amore.

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