Siamo tutte inguaribili Yellow Girls.
8-marzo
Be Yellow

8 marzo in giallo: dalla A di Alessia alla V di Valeria

Quello che le donne non dicono è molto più di una canzone, è una fotografia mai stantia e mai demodé sull’universo femminile, su quel mondo così magico e così complesso che ci riguarda.

Ho chiesto alle mie dolcissime e cazzutissime yellow girls di raccontare, in poche righe oppure in un poema, quello che per loro, donne del 2017, significa essere donna proprio in questi anni. Quelli che per molti sono gli anni della nostra rivincita sul genere maschile (come se potessimo ridurre tutto ad un’eterna lotta tra i sessi) sono, invece e ancora una volta gli anni in cui non possiamo smettere di combattere per ottenere quel che ci spetta di diritto.

MARA

Saremo nell’era digitale, potremo arrivare in poche ore dall’altra parte del mondo, ma ancora oggi se sei donna devi faticare il doppio. Devi rinunciare a molto, devi sacrificare gran parte del tuo entusiasmo perché altrimenti puoi sembrare una tipa emotiva, devi moderare i termini, devi essere compagna affidabile, madre devota, moglie fedele, amica presente, lavoratrice ma non ambiziosa, astemia per i più, amante del sesso ma non troppo.

E non parliamo dell’essere madre. Se superati i 30 non hai ancora maturato quell’istinto materno e non vuoi una prole tutta tua, beh che sei quella strana, quella acida, quella che si sentirà sempre incompleta.

Ecco care yellow girls, il mio augurio in questa giornata così rappresentativa (almeno così dicono) è quello di vivere la vita alla nostra maniera. Che siate una Carrie, una Charlotte, una Miranda oppure una Samantha, siete sempre le artefici del vostro destino.

Vi lascio alle mie yellow girls, donne, madri, moglie, single incallite, sorelle, figlie, amiche, ma soprattutto Donne.


alessia

Alessia Vitiello: quando l’amore fa bene all’anima (e al corpo)

In questo mese, il NOSTRO mese, vorrei parlare di amore e autostima. Perché ultimamente ho ragionato sul significato dell’amore vero e sulle relazioni. In seguito a delusioni d’amore passate, ammetto di aver perso dei chili per via della depressione, mentre successivamente, quando ho trovato l’amore giusto per me, mi sono resa conto di averne presi di chili. Io, che in vita mia non sono mai ingrassata.

Ecco, e allora ho ragionato. Perché un amore così dev’essere, non deve rovinarti la salute, il corpo, la vita. No, ti deve far sentire così felice, ma così felice da mangiare senza sosta, così serena da recuperare tutti i chili e anche di più. Perché quando una donna ha appetito, vuol dire che sta bene, soprattutto con se stessa.

Quindi dico basta, e mi maledico per aver rischiato di rovinare il mio corpo, per essere quasi entrata in un brutto circolo come l’anoressia, solo per il dolore causato da un ragazzo sbagliato. Mi maledico per non essere stata forte abbastanza, per aver sentito crollarmi tutto addosso senza aver avuto la forza di reagire, per poi in un attimo ritrovarmi deperita, senza neanche essermene resa conto.

Bisogna avere occhi aperti, fiducia e stima per se stessi, credere nelle proprie gambe, volare alto per oltrepassare quelle orribili nuvole nere, e arrivare all’azzurro. Bisogna avere rispetto per sé e riuscire ad amarsi, perché così facendo anche chi ci sta intorno si accorgerà di quanto siamo accecanti e arriverà ad amarci di conseguenza.
I principi azzurri certo non possono innamorarsi delle “Cenerelle senza speranze” con i vestiti strappati poco prima del ballo, no!

Devono innamorarsi di quelle raggianti, colorate, piene di dignità e coraggio, e soprattutto sorrisi. Di quelle con l’abito bianco pomposo e le scarpette fragili di cristallo, che hanno gli occhi felici.

Vorrei che ogni ragazza, donna, moglie, abbia la forza di fare per tre, che si sappia bastare da sola e che si veda stupefacente.
Vorrei io per prima sentirmi così ogni giorno, senza mai accontentarmi.
Mai restare ferme nel limbo della mediocrità e della mezza felicità, o sei felice o sei insoddisfatta.

E se sei la seconda, cambia, perché ti devi cercare e prendere (e pretendere) un amore all’altezza, che sappia farti illuminare e perché no, prendere quei tre chili in più, perché si, anche con i postumi del pacco di biscotti pucciato nella nutella e le venti focaccine stra piene di sale, sei bella.

Bella perché sei forte, non ti sei arresa, e sei felice.


beatrice

Beatrice Tesorio: Donna nel terzo millennio, guerriere sui tacchi a spillo.

Al giorno d’oggi, essere una donna credo sia da considerare un vero e proprio mestiere.Sin dall’antichità noi donne abbiamo avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione sociale e non solo. Possiamo citare esempi, più o meno famosi, di donne da ricordare ne è piena la letteratura, eppure ogni giorno, proprio noi donne (anche tu che stai leggendo) ci troviamo a chiederci chi siamo e dove stiamo andando.

Cosa significa essere una donna nel 2017? Essere donna oggi è estremamente complicato: non solo perché dovremmo continuare ad essere i pilastri della famiglia (ammesso che gli uomini d’oggi ci permettano di crearne una insieme a loro) ma soprattutto perché la parità dei sessi è un’illusione. Ora non per fare la paladina della giustizia ma anche nell’ambiente in cui lavoro le cariche importanti sono quasi esclusivamente ad appannaggio degli uomini. E dov’è allora questa parità?

Si da per scontato che noi donne che dobbiamo essere buone compagne, dolci, sexy, dedite al lavoro, dobbiamo saper occuparci della casa, della famiglia, dei figli, dobbiamo essere forti, almeno quanto gli uomini che abbiamo accanto. Ma no ragazze, questa è la cosa che più si allontana dall’essere donna.

A volte ci si dimentica che non siamo personaggi di cartoni animati o film fantascientifici dotate di super poteri con i quali riusciamo a fare se non miracoli, qualcosa che ci si avvicina molto, tutto quello che facciamo ogni giorno per sopravvivere in questo mondo (ancora così patriarcale) è davvero “magico”.

Uomini e donne non saranno mai uguali, mettetevelo in testa: MAI. E questo perché è insito nella diversità dei generi di cui facciamo parte, genere maschile e femminile, yin e yang : e pensate che noi vorremmo fare cambio con voi uomini? Una grande verità è che le donne che sono nate tali e si sentono di appartenere al genere femminile sono orgogliose di esserlo ( qui non si fa un discorso di entità sessuali) e non scambierebbero un solo capello con un uomo.

Allora perché è così difficile essere donna? Perché non siamo libere di essere deboli, non possiamo avere cedimenti (non è giusto) che ci lasciamo andare a sfoghi emotivi, (non è giusto) che superiamo in bravura gli uomini (perché tanto poi le nostre capacità sarebbero eclissate e messe in dubbio da cattiverie su come abbiamo ottenuto determinati risultati), non possiamo decidere se avere figli o no (se una donna abortisce ancora oggi è vista come un’assassina), non possiamo andare in giro con abiti succinti perché il rischio è di essere importunate (nel migliore dei casi), nel peggiore rischiamo di essere stuprate perché  beh, “la gonna era troppo corta, l’ha voluto lei”…

In un mondo in cui la donna non è rispettata, in una società in cui i valori sono scomparsi, in un tempo in cui una donna deve combattere da una guerriera per non essere schiacciata, ebbene amiche, rifacendomi al libro di Primo Levi io dico Se questo è un uomo,  beh “se questa è una donna” ditelo voi.


camilla

Camilla D’angeli: Women’s day Manifesto.

Se esistono basi solide e durature beh, quello è tutto merito nostro.
Sono una donna, fiera di esserlo e consapevole che il nostro ruolo nel mondo è, ancora oggi, spesso sottovalutato. Al di là di tutto, se c’è vita sulla terra è, fondamentalmente, merito nostro!
Ebbene, vorrei condividere con voi ciò che penso su di noi.

Siamo coloro che se cadono, si rialzano.
Coloro che se piangono è per diventare più forti la volta dopo.
Siamo le persone che se parlano (e tanto!) lo fanno con il senno di poi.
Coloro che mandano avanti l’economia più degli uomini (borse, scarpe e trucchi in primis…).
Siamo le persone in grado di utilizzare nello stesso istante cuore&cervello (e vi assicuro che non è da tutti).
Siamo coloro che si adeguano a prescindere, per carità, anche facendo storie e lamentandosi ogni treXdue, ma lo fanno.
Coloro che possono essere definite multitasking.
Le persone in grado di esserci sempre, per chiunque.
Siamo quelle che sanno ascoltare e se serve, consigliare nel miglior modo possibile.
Siamo coloro che, nonostante tutto, vanno avanti senza fermarsi mai (anche se da brave esseri umani ci voltiamo e a volte capita che torniamo indietro).
Le persone che si pentono delle scelte fatte ma solo dopo averci sbattuto il muso.
Siamo le persone con gambe forti in grado di non smettere mai di camminare.

A tutte le donne, le giovani donne, le donne adulte, le donne anziane auguro una splendida FESTA DELLA DONNA! Noi siamo, noi saremo… sempre.
Amiamoci e non dimentichiamoci mai il nostro ruolo fondamentale nella società.


cucla

Cucla: Essere donna, una magnifica avventura

Quando mi è stato chiesto di scrivere qualcosa per l’8 marzo la mia prima reazione è stato un moto di terrore: Cosa faccio adesso?

Sì, perché a trattar temi tanto grandi si rischia sempre un po’ di cadere nell’ovvio, le frasi trite e ritrite sono dietro ogni angolo, insieme a spogliarellisti beceri, fiori effimeri e lustrini inutili. Così, io che sono cresciuta in una famiglia piena di “maschi” e forse “maschiaccio” lo sono ancora nel profondo, mi sono domandata: Perché è bello essere donna?

Quante di noi sospirando esasperate hanno ripetuto la frase “Se solo fossi nata uomo!”? Anche a me è capitato, e in un mondo come questo, dove ogni cosa è “a immagine e somiglianza” dell’uomo e la parità (intesa a livello mondiale) è ben lontana dall’essere raggiunta, credo sia più che normale sentirsi sopraffatte.

Eppure vorrei utilizzare questa data per far presente che sono stati fatti passi da giganti, e la cosa non va sminuita né tanto meno dimenticata. Ci sono donne che ricoprono le massime cariche in ambito lavorativo o politico, numerosi diritti che fino a soli 70 anni fa non sarebbero stati neanche concepibili sono stati guadagnati con il sudore.

Credo sia quindi fondamentale utilizzare questo spazio per ricordare a me stessa e a tutte voi quanto essere donna sia una magnifica avventura e vorrei farlo attraverso le parole di una grande giornalista e scrittrice, Oriana Fallaci, che alle donne ha sempre voluto togliere quella “fragilità” illusoria attribuita dagli uomini.

“Sarai un uomo o una donna? Vorrei che tu fossi una donna.

Vorrei che tu provassi un giorno ciò che provo io: non sono affatto d’accordo con la mia mamma la quale pensa che nascere donna sia una disgrazia. La mia mamma, quando è molto infelice, sospira: «Ah, se fossi nata uomo!».

Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini, la loro dittatura è così antica che si estende perfino al linguaggio. Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia, si dice omicidio per indicare l’assassinio di un uomo e di una donna.

Nelle leggende che i maschi hanno inventato per spiegare la vita, la prima creatura non è una donna: è un uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai.

Nei dipinti che adornano le loro chiese, Dio è un vecchio con la barba: mai una vecchia coi capelli bianchi.

E tutti i loro eroi sono maschi: da quel Prometeo che scoprì il fuoco a quell’Icaro che tentò di volare, su fino a quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che donna da cui fu partorito fosse un’incubatrice o una balia.

Eppure, o proprio per questo, essere donna è così affascinante. E’ un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai.

Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che urla d’essere ascoltata.

Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. E’ solo un diritto fra tanti diritti. Faticherai tanto ad urlarlo. E spesso, quasi sempre, perderai.

Ma non dovrai scoraggiarti.

Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto. E per superare quel vuoto devi metterti in viaggio di nuovo, crearti nuovi scopi.

Sì, spero che tu sia una donna: non badare se ti chiamo bambino. E spero che tu non dica mai ciò che dice mia madre. Io non l’ho mai detto.”

Ecco, io vorrei imparare ad invidiare sempre meno gli uomini, a far di tutto affinché il mondo possa diventare un po’ più “rosa”, anzi…giallo!


gloria

Gloria Tabili: essere una donna è “complicatamente” semplice!

Lo so, è un’affermazione che può sembrare assurda, ma è così e vi spiego il perchè. Essere donna è semplice, siamo noi che spesso ci complichiamo la vita.

Cambiamo colore di capelli per piacere a qualcuno oppure a noi stesse, ci trucchiamo per non apparire sfatte al mondo o per sentirci belle con noi stesse, ci torturiamo con diete improbabili per non esser giudicate dagli altri o per sentirci meglio con noi stesse. Spesso facciamo cose per apparire al meglio agli occhi degli altri, per paura del giudizio altrui ci complichiamo l’esistenza ma quando capiamo che dobbiamo ignorare i giudizi inutili impariamo a farlo per noi stesse.

Ecco, ho trovato la chiave per sbrogliare la situazione… noi donne nasciamo semplici e lungo la strada ci complichiamo la vita, per poi accorgerci che tornare semplici è la scelta più bella.
Essere donne, con i suoi alti e bassi, è la cosa più bella che possa esserci e lo dobbiamo solo a noi stesse!


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Maria Nunzia Goldini: Essere donna, che grande onore.

Ogni anno arriva l’8 marzo, il giorno dedicato alla donna, il giorno in cui ricordiamo le grandi donne che hanno costruito la strada alle donne di oggi. Certo, in passato avevano meno diritti, non avevano le stesse possibilità che oggi abbiamo noi, ma le donne nel corso della storia non hanno mai smesso di lottare per ottenere di più.

Siamo donne che non si fermano mai, perché siamo in grado di fare mille cose e anche contemporaneamente, beh ci manca solo il dono dell’ubiquità!

Siamo sempre state muse ispiratrici di poeti, pittori, scrittori che erano alla continua ricerca del bello, per questo, nonostante le critiche al gentil sesso, per ricordare la bellezza della donna (e dell’essere donna) voglio citare delle strofe di alcune canzoni, che credo riescano a rappresentarci al meglio.

Buona lettura fantastiche yellow girls e auguri a tutte noi, che siamo semplicemente DONNE.

“Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia è una mancata verità che prima o poi succederà. Cambia il vento ma noi no e se ci trasformiamo un po’ è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi”. Di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone e portata al Festival dalla Mannoia nel 1987.

“Sono diventata grande senza neanche accorgermene e ora sono qui che guardo, che mi guardo crescere, la mia cellulite le mie nuove consapevolezze, consapevolezze”. Noemi.

“…negli occhi hanno dei consigli e tanta voglia di avventure e se han fatto molti sbagli sono piene di paure”. Zucchero.

“Le ragazze si lanciano ad occhi chiusi nelle avventure, qualche volta confondono la bugia e la verità, seguono l’istinto e l’istinto le aiuterà, sono treni in corsa che nessuno fermerà”. Neri per caso

“Quelle che sanno spiegarti l’amore o provano, almeno, a strappartelo fuori e quelle che mancano, sanno mancare e fare più male […] Le donne lo sanno chi paga davvero, lo sanno da prima quand’è primavera”. Ligabue.


 marilyn

Marilyn Aghemo: le Donne vere prendono quello che vogliono

Da piccola vedevo le mie coetanee sognare l’uomo potente e ricco. Nei miei sogni, quella potente ero io. Essere donna nel mondo moderno – quello che io definisco una jungla – è estremamente difficile. Non è una frase fatta ma una realtà. Ma, come in tutte le cose, piangere non risolve nulla.

Cosa voglio dirvi con questo? Ci sono alcune – non tutte per fortuna – donne invece di risolvere i problemi, combattere e diventare delle wonder women, preferiscono fare le vittime e lamentarsi, aspettando che un Principe Azzurro le salvi, per poi mandarlo via addossandogli tutte le colpe dei loro fallimenti. Queste sono le stesse donne che parlano di emancipazione e aspettano l’8 marzo per andare in pizzeria, mettersi la minigonna e sentirsi potenti mettendo nelle mutande del ballerino qualche banconota.

Poi, ci sono le Donne la D maiuscola: quelle che combattono, quelle che piangono di nascosto, quelle che raggiungono il potere (qualsiasi esso sia) con la forza della loro intelligenza e determinazione. Sono le stesse Donne che potrebbero governare il mondo e saprebbero renderlo migliore.
Io da Donna, voglio essere circondata da questo tipo di Donne. Delle altre, sinceramente, non me ne faccio nulla.


norma

Norma Petracca: Un brindisi a tutte le yellow girls

Brindo a noi YG sempre in lotta con il mondo e in pace con noi stesse;
Brindo a noi YG coinvolte, dalle unghie smaltate dei piedi alla punta dei capelli piastrati, ricci o tinti, in ogni più piccola svolta del nostro destino;
Brindo a noi YG, ai nostri pianti incessanti e alle nostre rumorose risate coinvolgenti;
Brindo a noi YG, a quelle romantiche e a quelle pragmatiche, a quelle dolci, a quelle salate e a quelle piccanti;
Brindo a noi YG, che sappiamo cavarcela, che non ci arrendiamo mai, che scaliamo con tutte le forze la vetta della felicità;
Brindo a noi YG, che sorridiamo davanti alle sfide che la vita ci mette davanti, che sappiamo imparare dai nostri sbagli, che lottiamo per ottenere ciò che vogliamo davvero.
Un brindisi a tutte noi, inguaribili YELLOW GIRLS!


SIMONA

Simona Conti: 8 marzo, cosa significa essere donna al giorno d’oggi?

Alle donne forti, che ogni giorno combattono tutti i piccoli e grandi ostacoli della vita. Alle donne deboli, che riescano a trovare la forza dentro di loro per sistemare quel che non va. Alle donne, tutte, la vostra festa è oggi e ogni giorno! (Anonimo)

Cosa vuol dire essere donna al giorno d’oggi? Significa forse essere libere di esprimere se stesse? Significa forse avere le stesse opportunità dell’altro sesso? Significa forse poter lasciare un uomo che non si ama più senza problemi?
Ahimè niente di tutto questo. Le donne, oggi, hanno sicuramente più diritti: possono votare, possono fare carriera, possono esprimere le loro idee… ma a quale prezzo? Per fare carriera spesso siamo costrette a scendere a compromessi: rinunciare alla famiglia, o costruirne una ma limitando lo spazio ed il tempo da dedicare a questa (e, se lavoriamo e mettiamo in cantiere un bambino, non è detto che il nostro datore di lavoro sia tanto intelligente da capire che, seppure in attesa, siamo in grado di lavorare e continuare la nostra attività lavorativa senza problemi), e comunque è noto che solitamente, a pari livello, le donne prendono uno stipendio inferiore a quello maschile.
Saremo più stupide? O magari incapaci di fronte ad un nostro pari di sesso opposto? Bah, sinceramente non l’ho mai capita questa cosa e, devo dire, mi fa abbastanza arrabbiare, però vabbè meglio accontentarsi che non avere proprio un posto di lavoro.

Libertà di parola, questa sconosciuta…

Riguardo all’esprimere le nostre idee ed i nostri pensieri devo dire che, rispetto al passato, sicuramente abbiamo fatto passi da gigante, ma su molti aspetti ancora veniamo trattate come delle ignoranti che non sanno di cosa stanno parlando, anzi certi uomini, non contenti, si prendono anche gioco di noi, credendo che noi non ce ne accorgiamo. Illusi.
Noi vediamo tutto, solo che è così divertente farvi credere di essere superiori, che assecondiamo le vostre manie. Posso affermare con sicurezza che, purtroppo, non sempre ci è permesso di esprimere noi stesse (ed in questo caso parlo anche per esperienza personale). Sfortunatamente, a volte, alcuni esseri (perché chiamarli uomini darebbe loro troppa importanza, che non meritano) si credono padroni del mondo, pensano di poter comandare e controllare la propria donna in ogni sua piccola sfaccettatura e cercano, con ogni mezzo, di annullarla.
Queste donne non hanno la forza di reagire, credono di meritare tutto questo e quindi si fanno sopraffare, perdendo così quella che è l’essenza stessa della donna: la femminilità, la forza, la tenacia, la voglia di poter esprimere se stessa al mondo.
Alcune, per fortuna, alla fine, riescono ad uscirne fuori e a tornare a splendere; altre, invece, non ne hanno la forza ed è a loro che dedico questa giornata.
A loro, che si sentono deboli e non riescono a ribellarsi al male che gli viene fatto.
A loro, che subiscono ogni giorno torture fisiche e psicologiche dalle persone che dicono di amarle.
A loro, che a volte, per paura di ritorsioni contro i propri figli, restano vicino all’orco e continuano a subire in silenzio.
A loro, che vorrebbero fuggire via e ricominciare a vivere, ma non lo fanno perché temono di essere poi perseguitate.
A loro, che, sebbene abbiano trovato la forza ed il coraggio di scappare via, continuano ad avere paura del loro ex.
Io ero una di voi e, per certi versi, lo sono ancora. Non è facile ma, almeno oggi, cerchiamo di essere forti e di ritagliarci un piccolo spazio per noi stesse. Siamo donne e dobbiamo essere rispettate per questo.

Siamo delle guerriere, dimostriamolo!

All’inizio del ‘900 le nostre antenate hanno combattuto per noi: le loro lotte ci hanno permesso di avere maggiori diritti e maggiore dignità. Beh, non perdiamo tutto ciò che fino ad ora siamo riuscite a conquistare.

Siamo Donne, ricordiamocelo ogni giorno!
Noi siamo l’inizio della vita, ridurre a parole cosa significhi essere donna credo non sia possibile. Siamo madri, lavoratrici, casalinghe, figlie, amiche e tutto allo stesso momento.
Per cui, mie care donne, aprite gli occhi e fate si che sia la vostra festa ogni giorno, non solo oggi!

Tantissimi auguri a tutte le Yellow girls, alle donne della mia famiglia, a tutte le mie amiche, alle loro mamme, e a tutte le guerriere sparse per il mondo che ogni giorno lottano per far sì che la parola donna continui ad avere l’importanza che merita.


VALERIA

Valeria Acquarelli: perché, nonostante tutto, le donne amano.

Le donne… creature inafferrabili eppure tanto vicine, le più trascurate ma allo stesso tempo indispensabili come l’acqua. Cambiano a seconda dell’epoca, dei riti, delle persone e del tempo, mutano come muterebbe una roccia sotto l’incessante spingere della pioggia, eppure giorno dopo giorno le trovi sempre lì, ancorate al terreno ancora meglio del giorno prima.

Crescono piene di pressioni, di aspettative da soddisfare, con ruoli già stabiliti e molte volte nemmeno tanto accettati. Ma crescono. Belle, forti, curiose, piene di fantasia ed amore verso il mondo. E sorridenti. Oh, sì, le donne sorridono davvero molto.

Si prova a domarle, a costringerle, a spezzarle, a rinchiuderle per evitare che il loro bagliore accechi. Ma è impossibile. D’altronde, sarebbe possibile intrappolare il vento?!

Sopravvivono, a tutti e a tutto, sognano e costruiscono… Costruiscono noi, la nostra vita, la nostra società, i nostri futuri. E nonostante tutto sorridono, e con una carezza nutrono il mondo.
Oh sì, perché nonostante tutto, le donne amano molto.

Lettrici, non lettrici, amiche e mai conosciute… Questo è il mio personalissimo contributo per augurare a tutte voi una buona e bella festa della donna.

Yellow Girls è molto più di un blog di notizie e di articoli, è una community, è un’identità, è un stile di vita.

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